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Vitra, il Design in 5 semplici lettere

24 novembre 2015
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Quando si parla di design, ci sono dei nomi che immancabilmente vanno citati, che ne hanno fatto la storia e che tuttora continuano a farla, innovando le tecniche, le tecnologie e gli stili. Tra questi, quello di Vitra, marchio storico del settore, non può certo mancare. Vitra è infatti una delle più grandi aziende di design di sempre. Originariamente tedesca, poi diventata svizzera, Vitra produce mobili e arredamento di design tra i più apprezzati e utilizzati in Europa e nel mondo. Grazie alla rivoluzione telematica e all’incredibile innovazione di questa azienda, molti prodotti possono essere trovati anche online a prezzi davvero vantaggiosi su portali specializzati (come questo qui), che fanno del marchio Vitra il loro punto di forza.

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Ciò che rende Vitra un’azienda di vera eccellenza sono le tante collaborazioni con nomi di architetti e designer prestigiosi, a partire da coloro che ne progettarono il quartier generale a Weil am Rhein, in Germania appunto, ma anche l’omonimo Vitra Design Museum, vero mausoleo del design.

 

Vitra è stata fondata nel 1950 da Willi Fehlbaum, prima proprietario di un negozio di mobili a Basilea, in Svizzera. Il primo grande passo verso l’eccellenza fu compiuto quando Fehlbaum acquistò i diritti sui lavori della coppia di architetti più famosa e visionaria della storia del design, Charles e Ray Eames. A seguire, acquistò anche quelli di George Nelson e poi di molti altri designer famosi per creazioni che ad oggi ancora troviamo in case e locali, anche i più moderni e innovativi. Mobili e oggetti di arredamento senza tempo, dalle linee semplici e rivoluzionarie, che hanno davvero riscritto le vite quotidiane di tutti noi, anche se non lo sappiamo.

Nel 1981, un incendio distrusse gli stabilimenti di Vitra a Weil am Rhein. Fu così che venne chiamato l’architetto inglese Nicholas Grimshaw, al quale venne chiesto di progettare una nuova fabbrica. Grimshaw progettò una hall in alluminio che era pronta già sei mesi dopo l’incendio e che poi venne ampliata nel 1986 da un altro stabilimento, progettato questa volta dall’architetto portoghese Alvaro Siza. A seguire, nel 1989, toccò a Frank Gehry, che coronò il progetto con un terzo edificio. A quest’ultimo venne anche commissionata la progettazione del Vitra Design Museum, che originariamente era destinato ad ospitare la collezione privata di mobili del nuovo proprietario della Vitra, Rolf Fehlbaum.

 

A diventare spazio espositivo fu poi anche la caserma dei pompieri progettata per Vitra nel 1993 dall’architetto iracheno Zaha Hadid, che oggi ospita una collezione di sedie del Design Museum. Quello fu anche l’anno in cui venne costruito un padiglione per conferenze progettato dal giapponese Tadao Ando, suo primo lavoro fuori dal suo Paese. Fu poi nel 1994 che la Vitra decise di spostare la sua sede Weil am Rhein a Birsfelden, in Svizzera, in un nuovo comprensorio progettato sempre da Frank Gehry. La sede tedesca non venne di certo abbandonata, al contrario fu commissionato ad Alvato Siza uno shop building che la arricchisse. Non contenta, nel 2000 l’agenzia ingaggiò anche lo statunitense Buckminster Fuller per la progettazione di una cupola geodetica in stile anni ’60 adibita ad hall per congressi, e poi a seguire nel 2003 chiese al designer francese Jean Prouvé di completare il tutto con una stazione di servizio.

Insomma, più che un’agenzia, Vitra è un vero e proprio universo di design e architettura, con un punto di vista particolarmente visionario e caratterizzato da uno stile impeccabile. Ogni passo nella storia di questo progetto è stato firmato da nomi importanti e prestigiosi, sia per quanto riguarda appunto la realizzazione di edifici e strutture, sia per quanto riguarda la produzione di oggetti e mobili di arredamento inimitabili e talmente innovativi da essere esposti anche nei più grandi musei di design del mondo.

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