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Milano Fashion Week: resoconto finale

27 febbraio 2013
Ieri si è conclusa la Milano Fashion week che ha impegnato stilisti, fashion editor e blogger di moda per un intera settimana.
Tutti gli occhi delle fashion addicted hanno guardato a questo evento desiderosi di rimanere folgorati da abiti stupendi e creazioni originali, qualcosa di veramente nuovo che “scuotesse” il mondo della moda italiana. A mio avviso, purtroppo, c’è stato poco di allettante. La maggior parte delle proposte degli stilisti, per la prossima stagione autunno/inverno 2013/2014, si sono limitate al già visto, nella migliore delle ipotesi, o ad abiti impossibili da portate nelle peggiore.
Probabilmente influenzata dal clima di austerity e di incertezza che circonda la politica e l’economia italiana anche la moda si è rifugiata in un eterno ritorno dell’uguale che guarda alle linee rigorose, per il taglio degli abiti, che ricordano gli anni ’40 o le sperimentazioni sixties che già nei seventies sapevano di stantio. Nemmeno le creazioni ispirate ai, quelli si, ruggenti anni ’20 hanno convinto perchè troppo castigate e maschili. Lo spettacolo, probabilmente, è stato molto di più visto sulle strade, grazie alle improbabili ma divertenti mises del circo barnum che circonda il  mondo della moda, che non in passerella.
Cosa si salva dunque?
Per quanto mi riguarda solo quattro stilisti: Dolce&Gabbana, DSquared2, Ermanno Scervino e Moschino.
Dolce&Gabbana
Bellissima la loro sfilata di donne sfarzose come regine bizantine e adorne come i busti delle sante patrone delle città siciliane.
DSquared2
Una donna dandy, ironica e femminile. Supersexy quando si veste da garcon ed irresistibile nelle mises da diva.
Ermanno Scervino
Colori neutri e fazzoletto in testa come le donne del sud nel dopoguerra, la scelta retrò di Ermanno Scervino mi convince perchè iperfemminile e mai volgare.
Moschino
Mood English style per Moschino che presenta in passerella donne tartan rock  e swinging dandy.



Adesso non ci resta che posare lo sguardo verso la Francia per vedere cosa di nuovo ci riserverà la Fashion Week di Parigi.
Simona Aiello




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